contro i workshops di fotografia

si fa un gran parlare e un gran criticare i workshops di fotografia. in effetti l’offerta è enorme, variegata, di tutti i livelli. e, spesso a fronte di tanta offerta, non c’è molta domanda. insomma, i workshops di fotografia sono utili o no? ha senso partecipare ad un workshop?

se ne leggono di cose su internet… ci sono i fondamentalisti, coloro che pensano che la fotografia, in quanto arte che richiede talento, non si possa spiegare e men che meno insegnare. li riconosci, sono coloro che fanno ironie sui workshops di fotografia, che dicono che tutti i workshops siano un modo di fare denaro da parte di chi, fotografo, non riuscendo veramente con la fotografia, si barcamena proponendo corsi. è un ragionamento che, sia pur con tutti i difetti di chi fa di tutta l’erba un fascio, dice del vero. ci sono fotografi che vivono di workshops. e questa è una contraddizione in termini perchè risulta evidente la conclusione che uno tira: se tu non riesci con la fotografia, perchè dovrei prendere un workshop con te?

questo è il problema più evidente e quello per cui consiglierei di verificare innanzitutto il curriculum e il portfolio del fotografo che propone il corso di fotografia. quando si sceglie un corso e l’ istruttore di fotografia che sarà tuo mentore, almeno anche solo per quelle giornate di durata del workshop, provate a rispondere a queste domande:

  • il fotografo è conosciuto?
  • da quanti anni lavora nel mondo della fotografia?
  • il workshop che propone è relativo alle sue specializzazioni fotografiche?
  • il fotografo ha conseguito attestati e/o ha clienti che provino che effettivamente lavora in quel settore specifico della fotografia di cui sta proponendo un workshop?
  • le tematiche del workshop rispondono a quello che state cercando di approfondire e migliorare?
  • dando un’occhiata al suo portfolio, credete che il fotografo sia autorevole nella materia che propone?

quest’ultima domanda può risultare difficile, soprattutto per chi è principiante e non ha le basi per riconoscere l’effettivo valore del proponente il workshop. in questo caso può essere utile ricorrere ad internet e cercare qualcosa sui precedenti workshops, se ce ne sono. potreste trovare anche qualche feedback da ex allievi.

offrendo io stesso workshops, naturalmente, non posso accettare coloro che vedono in maniera diffidente qualsiasi corso di fotografia. c’è da dire che, purtroppo, idee negative sui workshops sono alimentate soprattutto da chi i workshops li propone perchè molto spesso si tratta di qualcosa di scadente e non veramente utile a coloro che hanno pagato per un servizio di questo tipo.

un workshop a mio avviso è un laboratorio, un luogo, qualsiasi luogo, dove i partecipanti, guidati dall’istruttore, lavorano insieme e sono stimolati a creare. un workshop dovrebbe, innanzitutto, rispettare realmente il tema che viene proposto. con questo non intendo limitare il discorso alle tematiche affrontate, ma ad una vera riproduzione di quello che è l’esperienza concreta, pratica, reale. è questo un workshop per me, e non una serie di informazioni teoriche. altrimenti, direi agli istuttori, scrivete un libro ed evitate di proporcelo in versione workshop.

purtroppo, oggi, molti workshops sono in realtà corsi nozionistici, in cui il fotografo-istruttore si limita a presentare al calduccio di un’aula una serie di slides. successivamente invita i partecipanti, magari assegnando loro un progetto, a realizzarlo, che poi lui sempre nel comfort della sua poltrona, analizzerà, offrendo una illuminante lettura delle immagini fatte. ho sentito da qualche mio allievo che ha partecipato a workshops presieduti anche da nomi famosi e celebrati che poi la lettura si limitava ad un’affrettata e svogliata considerazione, del tipo ‘interessante questa foto’. e tutto per la modica cifra di 750 euro, iva inclusa. sono i workshop all’ammerigana, quelli che presentano il portofolio di immagini, in un atteggiamento megalomane e…e che palle…se conosco la tua fotografia e ho deciso di prendere un corso con te, perchè devi ripropormelo anche nel tuo workshop in cui t’ho pagato bei soldini?

tanto per essere chiari: nei miei workshops io non vi presento le mie foto attraverso una presentazione con il proiettore. io quelle cose le posso fare in una conferenza, e le conferenze non le faccio pagare. quell’atteggiamento di presentare le foto del fotografo istruttore, oltrechè essere palloso come le foto delle vacanze di tua cognata, non serve a nulla perchè in ogni workshop di fotografia che si rispetti, a mio avviso, è l’allievo che dovrebbe ricevere tutte le attenzioni.

e nel caso della fotografia di reportage o della street photography…ma perchè dobbiamo stare in classe, me lo spiegate? nel caso della street photography e della fotografia sociale, quello che apprendi avviene in strada, a contatto con la gente. sta poi al fotografo-istruttore stimolare, proporre, fornire informazioni e dare input. lo può fare nel luogo dove si fanno foto, se è un bravo fotografo. e lo deve fare stando insieme ai suoi ragazzi, fotografando assieme a loro, in un rapporto di pari livello. il fotografo-istruttore di un workshop dovrebbe essere in grado di offrire l’esperienza reale di quel tipo specifico di fotografia. il vero istruttore darà sempre qualcosa di sè e del suo essere fotografo e persona dotata di certe doti umane a ogni allievo. altrimenti è un  farsante, uno che sta dando workshops solo per fare soldi. lo farà nel pieno rispetto delle diversità di ognuno e quindi, evitando di creare tanti piccoli cloni della sua sensibilità fotografica. per questo io dico che un workshop di fotografia dovrebbe essere in grado di far conoscere e risvegliare certe caratteristiche proprie del fotografo allievo e magari, anche se non sempre ci si riesce, nel tempo limitato di un workshop, permettere di trovare  una visione.

ma la stessa impostazione didattica dovrebbe essere proposta in ogni workshop di fotografia per essere un buon investimento per chi vi partecipa. ci sono tanti workshops con modelle, che vanno dal fashion all’erotico, che altro non sono che model sharing. questo non va bene. un fotografo-istruttore in questo caso dovrebbe proporre il workshop come una riproduzione di una giornata tipica del suo lavoro come fotografo con le modelle. solo in questo modo intendo essere un workshop realmente valido per chi si è iscritto.

altro elemento di valutazione e per evitare brutte esperienze: guardate al numero massimo di allievi di un workshop. siamo chiari: un workshop di street photography con 15 allievi è una cazzata. per me la condizione ideale è un workshop privato con un solo allievo. poi se proprio deve essere un workshop di gruppo che siano da 3 ai 5. ammetto 10 allievi solo in caso di viaggi fotografici, o nel caso il workshop sia realizzato da due istruttori. si, lo so, avete letto anche di workshops con 30 fotografi partecipanti…ve lo devo dire io di cosa si tratta?

 

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