cosa rende interessante una fotografia?

come si fa una fotografia per essere giudicata interessante? siamo sommersi da immagini, delle quali, presto ci dimenticheremo. oggi, in quest’era particolare, dove tutto e niente è immagine, dove si premiano foto eccezionali e foto pessime, dove si organizzano mostre mettendo insieme maestri e mediocri per spingere questi ultimi a compiere il balzo in avanti, in un atto di forzato marketing, è molto difficile comprendere cosa sia una buona foto, soprattutto se non si ha una formazione nello specifico della fotografia e della cultura visuale.

nel caso della fotografia di reportage troviamo nell’obiettivo di avere un  documento l’essenziale elemento per comprendere cosa possa funzionare (o non funzionare) in una fotografia. proporio la fotografia di reportage, intendendola nel suo termine più ampio, quindi includendo anche la cosidetta street photography oltre al fotogiornalismo,  ci fa riflettere, perchè ci costringe a guardare un fatto che si pensa possa essere significativo. questo non sempre avviene, e dipende dalle capacità e l’esperienza del fotografo. ma, in ogni caso, è proprio nell’abilità o meno di chi realizza la fotografia. il fotografo, il vero fotografo è un individuo in grado di presentare visivamente un accadimento, un evento emblematico, che accade nel quotidiano, e che per questa ragione chi non è fotografo non è in grado di vedere. da questa considerazione è chiaro come il fotografo di reportage sia un rivelatore, o un evidenziatore di fatti. in questo dato di fatto risulta evidente l’importanza della fotografia come una opportunità di sottrarre gli individui alla superficialità.

il lavoro di un fotografo è sempre impregnato di soggettività, ed è esattamente questa soggettività, che è elemento determinante nel lavoro di documentazione con una macchina fotografica. nella fotografia di reportage è indispensabile pensare sempre a tutti gli elementi che occorrono per comunicare il messaggio da inviare. a questo proposito è evidente rimarcare, ancora una volta, quanto una fotografia per dirsi interessante e portare chi osserva a volerla guardare di nuovo, non possa appoggiarsi solo ad un mero aspetto estetico, e da qui comprendiamo quanto quello che abbiamo sempre sostenuto in queste pagine sia assolutamente indispensabile: il contenuto. in questo modo possiamo comprendere anche quante foto superficiali vediamo e facciamo ogni giorno.

Una foto di reportage dovrebbe avere una particolare energia. Una tensione narrativa che, senza la quale, la foto non risulta avere un effetto detonante sull’osservatore. E’ estremamente difficile realizzare una buona fotografia che riesca a catturare l’attenzione dell’osservatore e che abbia il famoso punctum di bartesiana memoria: oggi siamo invasi da fotografie che non passano il test del tempo e della memoria. credo che la ragione sia dovuta al fatto che molti si concentrino molto sull’aspetto estetico, tenendo in secondo piano la cosa più importante: il contenuto, appunto.

una qualunque fotografia e un intero lavoro di reportage dovrebbero essere il frutto di una serie di scelte non casuali. parlo dalla scelta del rullino o, nel caso, del digitale dell’uso del colore piuttosto del bianco e nero, della gestione della luce ambiente, ma anche le decisioni di vita di chi fotografa, che possono indurre a tenere un approccio particolare ad un particolare tema. comprendiamo così che tutti questi elementi concorrono alla comunicazione delle sensazioni ed emozioni dell’autore, ma al tempo stesso la forza di un vero fotografo è quella di coinvolgere l’osservatore in riflessioni più sociali e meno intime, perchè è così che si lavora se vogliamo davvero comunicare a tutti una certa idea.

essere fotoreporter, significa essere giornalista ed essere fotografo: dobbiamo essere in grado di documentarci e saper individuare il modo per farlo, utilizzando il linguaggio fotografico. essere street photographers è la stessa cosa: un fotografo di strada generalmente sta facendo foto per se stesso, lo fa quasi sempre con intenti artistici, eppure ha necessità comunque di avere un destinatario, e quel destinatario è l’osservatore dell’immagine, un pubblico. per funzionare ovviamente ci devono essere tutte queste condizioni:

  • evento
  • messaggio
  • codice
  • destinatario

l’evento va fotografato e dunque ci sarà sempre un messaggio che si vuole presentare. per fare questo utilizzeremo chiaramente un codice visuale che sarà influenzato dalla nostra esperienza e dalla nostra visione, maturata con l’esperienza di fotografo, per raggiungere chiaramente un destinatario, vale a dire un pubblico. è retorica, eppure la domanda “che vuoi dire con quell’immagine” è ancora la cartina tornasole che ogni fotografo dovrebbe utilizzare.

dobbiamo ricordarci che ogni vero fotografo è un testimone visionario. e un fotografo di reportage è uno che scava dentro sè stesso, per poi osservare il mondo e darcene una sua personale, lettura. non possono esserci approcci asettici, oggettivi. la forza della fotografia risiede proprio nel’essere un punto di vista emozionato ed emozionante: quando un fotografo riesce a cogliere questi aspetti  in un perfetto bilanciamento tra forma e contenuto, allora, e solo allora,  possiamo parlare di una fotografia interessante.

 

 

 

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