Non sei stato invitato

Ho letto ieri un’interessante intervista a Stefania Molteni, photoeditor di Raiders, realizzata da Ray Banhoff. Il pezzo lo trovate qui:

http://www.writeandrollsociety.com/stefania-molteni/

Stefania dice molte cose scomode, cose che mi sento di condividere. E che impongono una riflessione.

Chi fa fotografie dovrebbe essere un anarchico, un filosofo dell’andare controcorrente, del pensiero non conforme, non unificato, e invece proprio in questa categoria c’è chi crea quartierini e circoletti, che assomigliano molto a logge massoniche.

Un esempio? Il leccaculismo impera. Se fai il photo editor per qualche rivista conosciuta tutti si stringeranno attorno a te, facendoti la corte. Ad ogni occasione troverai quello che pur di far bella figura, solo perchè rivesti quel ruolo, mica per altro, e con la speranza di una futura pubblicazione, le tenterà tutte.

Se poco poco osi andare controcorrente vieni zittito, o ti danno del troll. Capita anche che uno riporti le parole di un fotografo famoso contro un altro egualmente celebre, e per questi personaggi non giocanti che affollanno internet sei tu che hai usato quelle parole. Sei tu, che odi quel fotografo. E’ successo in passato con un’intervista che realizzai con un fotografo, ed è successo di nuovo, con l’estratto dell’articolo di Scianna, che trovate nel precedente articolo pubblicato qui. Quando dovrebbe valere il modo di dire ambasciator non porta pena

Oggi ci stanno troppi personaggi che si prendono sul serio, quando invece con la leggerezza si potrebbero accettare anche le critiche, o modi di pensare diversi. Si parla, su internet, per assolutismi, depositari di verità assolute, eppure perennemente in cerca di conferme. Si diquisisce su questo o quello, mica per un interesse alto, ma per ricevere qualche like in più. E dunque, non si accetta che tutti possiamo dire qualche cazzata, perchè ci sono animali che sono più animali di altri. E se tocchi un certo animale, quelli, come ai tempi di Stalin, ti bollano e vorrebbero eliminarti.

Tutto è bianco o nero: i grigi non li vedono neanche. E certi discorsi appaiono essere troppo ambiziosi, soprattutto per certi ambienti dove regna l’ipocrisia e la faciloneria. Non si tratta neanche di essere forbiti, ma se, Cristo Santo, trovi ancora fotografi che scrivono un’uomo, si, avete capito bene,  mettendo l’apostrofo all’articolo indeterminativo maschile singolare, allora hai la misura di chi scrive.

Volete conoscere un’altra cartina tornasole? Provate a googlare il nome di un fotografo: se escono le foto che fa, tutto OK. Ma se invece delle sue foto – il suo lavoro! – escono ritratti che gli fanno, allora iniziate a ridere, quello è un quaquaraqua. Sicuro pure che appartenga a qualche conventicola.

Noi invece siamo anarchici, e siamo dall’altra parte della barricata, cantando si, ma sempre fuori dal coro.

 

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