Archivio: Yo soy 132, vivo anche se ammaccato

Questo è un blog fatto soprattutto di parole, diviso tra fotografia e scrittura. Dal momento che in passato progetti e  siti web sono spariti, proporrò in questo blog alcuni articoli scritti e pubblicati. In questo caso è un articolo pubblicato dal magazine online L’Indro:

Yo soy 132, vivo anche se ammaccato

di Alex Coghe

originariamente pubblicato su L’Indro in data 20 maggio 2013

La nascita del movimento va chiaramente contestualizzata all’epoca che stiamo vivendo, dove la forza trainante dei social networks permette la circolazione e lo scambio di idee in maniera rapida ed efficace. Questo, naturalmente, vale anche per un movimento d’opinione nato da un accadimento che è una reazione nei confronti di un politico non gradito e alla successiva provocazione alla quale è seguita una ferma
risposta attraverso il video su Youtube e successivamente cresciuta grazie all’hashtag #Marchayosoy132.
Attraverso un rincorrersi incessante di messaggi su Twitter i giovani organizzarono una marcia di protesta che contò quasi 50.000 partecipanti. Il contesto del quale va tenuto conto è anche quello delle varie occupazioni nelle maggiori città del mondo, dove la protesta giovanile mostrava  un’assoluta voglia di cambiamento.
Si trattò di una mobilitazione senza precedenti per velocità di organizzazione e spontaneità: il malcontento era davvero sotto gli occhi di tutti, almeno su internet e nelle strade. In televisione decisamente meno dal momento che i maggiori canali televisivi sembravano voler ignorare quello che stava accadendo. ‘Televisa‘, ad esempio, finì chiaramente nelle mire del movimento YoSoy132 perchè accusata di favorire sfacciatamente Enrique Peña Nieto e il PRI.  Il 18 maggio del 2012 i giovani organizzarono una manifestazione davanti alle installazioni del colosso televisivo messicano. E il 30 maggio fù un’altra importante data per il movimento: alla città Universitaria gli indignati votarono a favore di altre azioni di protesta.
Le accuse che venivano fatte al movimento erano quelle di essere dei ragazzi manipolati da Lopez Obrador, il candidato della sinistra e di essere fondamentalmente un gruppo d’attacco contro il candidato del PRI. Si trattava di una evidente semplificazione. Il Movimento era ben altro che questo e andava oltre un semplice gruppo spontaneo di ‘arrabbiati’, schierandosi al fianco della stampa e degli organi di informazione, chiedendo al Governo di garantire maggiore copertura mediatica sulle elezioni.
E anche se i giovani indignati non riuscirono ad ottenere la trasmissione dei dibattiti sulle reti nazionali, accadde l’impensabile con ‘Televisa‘ che cambiò il suo palinsesto per trasmettere il secondo dibattito presidenziale sulla rete ammiraglia, ‘Canal 2‘, in prima serata.
Il peso politico del movimento YoSoy132 è evidente dal risultato del dibattito presidenziale che riuscirono a ottenere, anche se Enrique Peña Nieto fù l’unico a rifiutare l’invito a partecipare.
Come sta il moviemento dopo un anno? Oggi il Movimento appare indebolito, seppur ancora sostenuto dal lavoro di alcuni giovani organizzati in cellule. 
Sono emerse differenze all’interno del movimento, con alcuni membri di ispirazione più anarchica che si sono segnalati per atti violenti, attirando l’attenzione mediatica.
Questi atti violenti sono stati la conseguenza dell’abbandono di due degli animatori più importanti del gruppo. La loro accusa è quella di pratiche autoritarie all’interno del movimento e di non sufficiente condanna e prese di distanza dai facinorosi.
La sensazione è che il gruppo abbia perso l’originaria forza a causa dell’assenza di un think tank strutturato  al suo interno e causa la scarsa disciplina e la frantumazione in correnti.
Se poi uno dei suoi fondatori va a lavorare a ‘Televisa‘ ecco che i dubbi diventano ancora più prepotenti, ed ecco che qualcuno da già per finito il Movimento.
Nonostante molte cose siano cambiate in un anno  -a cominciare dal fatto che Enrique Peña Nieto è il nuovo Presidente del Messico, e che governa nel contesto di un accordo con le principali forze di opposizione-, molti considerano ancora  il movimento una vera e importante opportunità  per cambiare il Paese, perchè «ci sono molte cose che devono cambiare».
Con l’hashtag #NosVemosEl11M rimbalzato su Twitter i ragazzi appartenenti a YoSoy132 rilanciano, e lo fanno con «un’azione di carattere politico, festosa e pacifica», la diffusione di due documentari tra cui ‘Más de 132 historias‘ (Più di 132 storie), scambi di libri, concerti e altre performances.
Le letture sul movimento e su chi lo ha animato e chi lo anima sono molteplici. C’è chi si limita a liquidarlo come un gruppo animato da una parte politica, quella rappresentata dalla sinistra di Lopez Obrador, chi invece ritiene sia un movimento ciclico pronto a tornare con forza veemente soprattutto durante la campagna elettorale. E c’è qualcuno attribuisce anche a YoSoy132 parte del merito del raggiungimento del Patto per il Messico, perchè senza il movimento il PRI avrebbe vinto più facilmente, forse in ogni caso un anno non è passato invano.

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