Gote rosse

La fotografia di reportage, quella che verrà ricordata, non é fatta da gente timida.

Punto e a capo.

Discorso scomodo. Ora i timidi con macchina fotografica mi odieranno. E coloro che passano il tempo ad analizzare ogni mio testo, ogni frase che scrivo, avranno un motivo in piú.

Fate una ricerca, ragazzi, e ditemi se non ho ragione. La fotografia di reportage, documentaristica, di strada, insomma, la Fotografia é fatta di incontro, comprensione, perché no, interazione. Non é una roba fatta per timidi, anche se:

Io non avrei mai il coraggio di fare quello che tu fai…andare lá, direttamente, senza chiedere…fotografi da vicino…a quelle tipe le hai fotografate in faccia…ma scusa, non t’hanno detto niente? Si, si…l’ho visto, ma non capisco come fai…come ci riesci?

Discorsi di questo tipo ne ho sentiti moltissimi rivolti a me. Io sorrido. Poi spiego. Ma cos’é dunque quando ti dicono che la fotografia di strada é terapeutica? Si… é terapeutica? E sei timido? E allora fattela passare sta timidezza. Dai che stiamo facendo fotografia, non devi chiedere di ballare.

La faccia di tolla aiuta. Si, anche con le ragazze. Da piccolo ero timido, anche se mia moglie quando lo dico mi regala un sorriso beffardo. Non ci crede. Eppure lo giuro anche! Ma voi mi credete che la timidezza sia il peggior handicap che un fotografo che é interessato a storie possa avere? Io le foto me le guardo tutte. Tutte quelle che posso. E le foto mentono, ma anche no. Le foto mentono ma possono rivelare. Ad esempio, rivelano chi e cosa é un fotografo. In questo caso, sono delle grandi bastarde.

In questo modo, mi capita di riconoscere delle foto fatte da timidi. Le foto di chi ha paura. Di quello che ha scattato senza il coraggio di osare quel tanto che sarebbe stato sufficiente per avere una foto memorabile, invece dell’ennesima foto che durerá il tempo di passare alla prossima.

Di scatti fatti da timidi ce ne sono un’infinitá. Mentre tutte le foto memorabili, quelle che vediamo fatte dai maestri, quelle che incontriamo nella pagine dei libri, quelle foto non hanno neanche il sentore della timidezza. Perché un fotografo di reportage non puó essere timido. La timidezza é una resistenza importante, dura da superare, ma non é impossibile.

Ho visto come fotografi, apparentemente timidi, siano riusciti proprio grazie alle motivazioni fotografiche, quelle ragioni che ti fanno pensare solo alla foto da portare a casa, a sconfiggere questo brutto male che paralizza e penalizza.

Se sei un timido, puoi fare ancora il fotografo, di orologi, di soffioni e api, di montagne e foreste. Ma se sei fotografo di reportage, la timidezza la devi far sparire, altrimenti le tue foto non appariranno mai.

***EDIT***

Un chiarimento si impone a margine di questo articolo, perchè io parlo chiaramente di timidezza fotografica, quella che non ti permette di avvicinarti al soggetto, quella che ti immobilizza, e alla fine ti fa fare una foto a metà, un compromesso che non è nè carne nè pesce. Credetemi, di questi timidi e di foto timide siamo invasi. 

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