Essere viaggiatori

Un articolo che sta bene in una settimana come questa in cui molti saranno in viaggio.

Sono un viaggiatore. Mai stato un turista. Liberi di non credermi, ma io dal momento della ragione, ovvero quando gli spostamenti ho iniziato a pagarmeli, non ho mai fatto il turista. La differenza tra viaggiatore e turista dovrebbe essere chiara: chi fa il turista compra un prodotto e si aspetta svago e riposo. Peró sono turisti anche coloro che se ne vanno in India a fare i tours della povertá, sapendo che poi torneranno a casa con un bel pó di foto colonialiste. Del resto con quel genere c’é chi ci ha imbastito una carriera fotografica, figurarsi se non sia legittimo farlo per uno che vuole solo souvenirs da mostrare ad amici e parenti.

Ho fatto pochi viaggi nella mia vita. Ancora meno, se lo metto in relazione a quanta voglia ho di viaggiare. Ma le poche volte che l’ho fatto é sempre stato per qualche preciso motivo, una vera necessitá di spostarmi é quello che mi ha animato ad ogni viaggio: lavoro, in genere, ma anche amore. Per quest’ultima motivazione ho preso l’aereo per la prima volta, e mi sono anche trasferito nel Paese dove vive mia moglie.

Essere viaggiatore significa mettersi in gioco ed essere realmente coinvolto nel viaggio in qualsiasi destinazione. Significa non ricercare un luogo dove starsene spaparanzati su una spiaggia bevendo un mojito. Significa entrare dentro una certa dimensione, uno stato mentale diverso. Significa essere realmente aperti e curiosi nei confronti della cultura del luogo che andiamo a visitare. Essere viaggiatore significa viaggiare leggeri, sottraendosi per un pó ai comfort, alle comodità, alla pulizia, si anche alla sicurezza per molti versi di quando stiamo a casa nostra. Viaggiare significa ricercare l’avventura, l’imprevedibile, il desueto. Adesso vi rendete conto quando mi fanno pena quelli che vanno a Sharm el-Sheikh?

Viaggiare significa superare i confini, aprire i nostri occhi, essere disposti a diventare persone diverse. Da questo si comprende come il viaggio sia sempre una crescita, fare il turista no.

Un viaggiatore ha con sé un moleskine e scrive appunti e note sugli incontri fatti. Magari ha una fotocamera o usa un taccuino o uno sketch book per fare degli schizzi dei luoghi visitati. Il viaggiatore mangia la cucina locale, mettendosi in gioco anche in quello, esponendosi a rischi del mangiare in strada, non se ne sta mica a mangiare la colazione continentale nel calduccio di un confortevole hotel a quattro stelle. Se sei un viaggiatore, infatti, non cerchi alberghi comodi, quelli li lasci ai turisti.

Ci aiutano le parole di Tiziano Terzani, uno che il viaggio lo portava dentro e sull’essere viaggiatore diceva:

Bisogna darsi tempo. Chi pensa di fare tutto in tre giorni,
visitando ogni ora qualcosa, ha finito di vivere il viaggio, non
può mai lasciarsi andare. Si dovrebbe poi viaggiare alla
ricerca di qualcosa. Ci può essere chi è mosso dal
desiderio di conoscere un posto dove si coltiva la barbabietola in
modo diverso. è già qualcosa, è una ragione per
viaggiare. Bisogna prepararsi alla scoperta, leggere qualcosa di
bello, ritrovare la poesia del viaggio.

Tiziano Terzani –

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/tiziano-terzani-turista-viaggiatore

 

 

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