Vi spiego i miei FotoLabs

Da oggi i miei workshops saranno proposti sotto il brand FotoLabs. Che cosa cambia in termini di proposta didattica? Praticamente nulla, ma cambia nella sostanza di non voler piú recintare dentro un’etichetta i miei laboratori di fotografia.

Credo, infatti, che oggi, soprattutto quelli che sono venduti come workshops di street photography, abbiano poco a che vedere con quello che io faccio e propongo. E l’etichetta Street Photography, sempre piú svuotata del termine originario, e per tutto quello che rappresenta sia decisamente limitante e limitata per quello che é l’esperienza fotografica in un mio laboratorio.

I miei workshops sono strutturati in un modo tale che garantiscono al partecipante un percorso didattico: inizia con le letture dei miei libri, si partecipa all’esperienza fotografica e successivamente viene inserito in un programma mentoring in cui io seguo il fotografo fino al raggiungimento degli obiettivi e fin quando vorrá. Sapendo che potrá contare su un’esperienza altamente personalizzata. Per fare questo i miei laboratori sono sempre limitati ad un ristretto numero di partecipanti.

Ecco la struttura, dipendendo dal tipo di laboratorio prescelto:

  • Corso privato 1o1 : ovviamente, 1 persona;
  • Workshops di gruppo: da 2 a un massimo di 5 fotografi partecipanti;
  • Spedizione Fotografica: un viaggio che puó variare da 3 a 10 giorni per un massimo di 10 fotografi partecipanti (conto con un’assistente);

In questo modo assicuro la massima attenzione ad ogni partecipante.

Sul piano prettamente didattico, a me interessa che il fotografo attraverso il lavoro che svolgeremo assieme raggiunga determinati risultati: risultati veri, effettivi, tangibili, che permettano di fare mostre o inviare un portfolio, con consapevolezza, a qualche agenzia. Dipendendo dalla situazione utilizzeremo diversi approcci, dalla street photography al fotogiornalismo. Le definizioni lasciano il tempo che trovano, e le utilliziamo per convenzione, per intenderci velocemente, ma la proposta didattica evita, in assoluto, ogni divisione in compartimenti stagni. Quello che conta é solo fare buona fotografia, che abbia contenuto e che sia memorabile. E la cosa importante é far venire fuori la voce interiore del fotografo: per questa ragione la sola esperienza durante le giornate pratiche non é sufficiente. Per questa ragione io non abbandono chi ha deciso di prendere un fotolab con me. Si tratta di una distinzione che ci tengo a fare.

Ora questa distinzione ha anche un nome: Fotolab.

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