Quando lo stomachevole si fa moda

Sono stati giorni che hanno mostrato in tutta evidenza che qualcuno si è lasciato prendere la mano, rivelando finalmente il suo vero volto, e noi siamo contenti che qualcuno se ne sia finalmente accorto.

Ripetiamo, del resto, da tempo che se la street photography può farti diventare miglior fotografo e può essere certamente scuola e palestra, la street da sola non farà mai nessuno, da sola, un vero fotografo. Perchè un vero fotografo sa fare anche altro. Molto altro. E qui non sono in ballo neanche le classificazioni per generi, figuratevi…

Assistiamo ad autocelebrazioni. A gente che non fa altro che parlarsi addosso. E ci chiediamo come facciano. Che non ce l’hanno uno specchio? Ma soprattutto, ma che non le vedono le proprie foto? Ecco…scagliate due pietre.

Di recente, l’ego smisurato ha fatto si che oggi piuttosto che parlare del tema e dei soggetti di un reportage si parli di sè stessi. Che roba è? Perchè in realtà non interessa a questi individui il tema. Interessa solo la loro immagine. Ne abbiamo parlato, in un certo senso recentemente, su questo blog. Ricorderete il discorso della illusione di una vita sociale realizzata solo attraverso la comunicazione in un social network, magari attraverso uno smartphone…

Ma quante volte l’ho ripetuto? Fino a stancare, credo. Ma non mi stanco. Oggi è diventata una gara, una competizione, una prova a chi ce l’ha più grosso…il coraggio di fotografare a distanza ravvicinata i soggetti. E ha ragione un fotografo Italiano che proprio oggi scriveva di questo..il succo era più o meno: “come se avvicinarsi fisicamente significhi davvero entrare nell’intimo e nell’anima dei soggetti ripresi” e invece giustamente rimarca come sia piuttosto una caccia fotografica. Ecco, effettivamente, per tanto tempo sono stati presentati e venduti workshops con lo slogan “supera la tua paura di fotografare sconosciuti”…ed è diventata la fotografia per alcuni, una sorta di sport estremo. Qualcuno è addirittura arrivato ad applicarci la sua tendenza da bullo, pensate un pò…

La fotografia con persone dovrebbe essere anche una testimonianza di un racconto fatto sempre con profondo rispetto ed interesse per una persona. E questo non te lo da certamente utilizzare le persone come birilli da disporre dentro un fotogramma. Dire che non vi frega nulla delle persone che fotografate non vi fa più onesti, ma racconta solo quanto stronzi voi siate. Pensateci.

Ma davvero pensate che la street photography fatta in quel modo possa farvi passare per fotografi? Magari qualche inesperto ce lo fregate pure…forse qualche workshop riuscirete a venderlo, ma sarà solo qualcosa di effimero, una parentesi nella vostra vita perchè per voi la fotografia è l’ennesima moda o un modo per entrare nell’ennesima tribù, bisognosi così come siete di affetto e rispetto. E approvazione. Quando ‘sta moda finirà, noi vi ringrazieremo perchè finalmente vi sarete tolti dalle palle.

Ho parlato, proprio recentemente, di quelli che si improvvisano maestri e di cui, avendoli conosciuti di persona, so che sanno poco o nulla di cosa sia la street photography. qualche nozione, acquisita qua e là, di certo non ti permette di masticare e padroneggiare un linguaggio, perchè in 6 mesi non si può apprendere qualcosa che dovrebbe scaturire da dentro. Insegnare è una vocazione, non certo una cosa da fare come una puttana. E mi perdonino le puttane, che alcune tra loro, hanno certamente più vocazione di certi venti d’agosto.

Ora verrà quello che legge questo articolo e dice, ecco Alessio è sempre incazzato, libero di crederlo, non m’è mai importato più di tanto quello che gli altri pensano. Di recente, per esemio, ho postato una foto con un bel dito medio, su instagram. E ti arriva quello che mi fa notare, secondo lui, che quello è “ti rendi conto che lo rivolgi ai tuoi followers?” ed io ho replicato che spero che i miei followers siano più intelligenti di quello…ma infatti lo sono, è lui a non aver capito. Come del resto, molti ascoltano o dicono di ascoltare musica rock e poi, poco poco che uno fa qualcosa un pò rock (Lemmy l’hanno fotografato milioni di volte in quel modo) viene giudicato fastidioso o maleducato. Invece era una foto ironica, in cui mostravo il mio nuovo anello…e poi, sapete una cosa? Piuttosto che sembrare un bravo ragazzo per comodità, io ho sempre preferito fare le cose che mi passano per la testa in quel momento, in maniera spontanea e onesta.

Non mancherà neanche quello che giudica questo post o l’intero blog, un luogo dove si dicono scurrilità. E va bene, accetteremo anche questo, certi che coloro che sono un pò più svegli, coloro che sanno leggere anche tra le righe, continueranno a seguirci e ad apprezzare come sempre, o almeno fino a qui.

 

 

 

 

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