Le fraschette, le freschette, i fresconi

Le fraschette: se ti trovi ad Ariccia, sai cosa sono o dovresti saperlo. Ci si mangia bene.

Le freschette: non dovrei stare io a dirvelo, e non è certo un termine rispettoso, quindi arrivateci da soli…

I fresconi: ce ne sono tanti, milioni di milioni…e pare che a molti di questi piaccia definirsi fotografi di strada. Soprattutto gli piace stare in gruppi su facebook, riversando la loro “sapienza” con battute salaci per darsi un tono. Dicono di non appartenere a nessun club, ma ci stanno proprio immersi dentro ai clubs. Soprattutto, loro, fanno fotografia di strada e solo quella. Se li metti davanti ad una modella, tanto per fare un esempio, tremano, e qualcuno rischia pure l’infarto.

Adesso, facciamo a capirci: il punto non è fare o non fare fotografia di strada. Il punto è, dovrebbe essere, fare fotografia e saperla fare. Buona, con contenuto, differente. Almeno provarci, costantemente. Provare a dire qualcosa di nuovo. Evitare il già visto. E quando citazione, che sia appunto, un richiamo intelligente.

Mi ricordo che la prima volta che fotografai una modella, riuscii comunque a tirar fuori qualcosa di buono. Ecco, vedete, il punto non è mica fare fotografia di strada, se ambisci a qualcosa di più che al rispetto della combriccola di mocciosi. E te ne freghi. Te ne freghi pure tanto, di chi presume una certa superiorità di un genere rispetto ad un altro. Te ne freghi di quello che va a vedere quello che fanno gli altri. Io c’ho pure provato a stargli dietro. Li ho osservati. Letti. Solo perchè un amico mi aveva invitato in quel gruppo lì, “perchè ci sono cose che potrebbero interessarti, anche se sono un pò snobbettini” ma proprio non ce l’ho fatta a resistere e mi sono cancellato.

Leggo di tanti che continuano a pensare, a dispetto delle frasi fatte che utilizzano in continuazione, per generi e soprattutto ad un genere. Tanto che per molti di questi è IL genere. E non sapete quanto mi senta distante da tutto questo. Non sapete quanto per me siano solo rumori di fondo. Ecco, adesso, magari, per snob ci passo io, ma a me interessa la fotografia nella sua interezza, quella che comunica, che denuncia magari utilizzando le chiavi dell’ironia e del sarcasmo, ma che comunque non si ripieghi su sè stessa, che non diventi un modo come un altro per stare nell’ennesima tribù.

Invece certi clubbettini, di cui io fiero,  non ho mai fatto parte, da buon anarchico, hanno la stessa attitudine dei paninari degli anni ’80. Ve lo ricordate il personaggio di Enzo Braschi a Drive In? Certi streetphotographers di oggi lo prendono in pieno…più falsi di un parmigiano tedesco. Ecco, io ognuno di quelli lo metterei davanti ad una modella. Forse non gli verrà un infarto, ma sarà comunque divertente vedere l’effetto che fa. Tipo kriptonite per Superman.

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