Street o non street…

…acqua e sale. Avete mai provato per i vostri piedi doloranti dopo una giornata intera passata a camminare? E’ un rimedio magnifico. Un pediluvio in grado di rigenerarvi.

Ecco, questa magari è la cosa più street che abbia mai scritto…ma che vuol dire street? E perchè dovrebbe una definizione essere una sorta di bollino di qualità? Dai che c’è molta gente in giro che fa street, e solo quella, che per questo fatto si sente già fotografa…magari bastasse, nevvero?

Ma noi conosciamo una realtà diversa. A quella realtà ci afferriamo, e diciamo la verità. Sempre scomoda. Sempre detestabile. Sempre antipatica.

Non è che street significhi per forza buona fotografia, ma ultimamente dire che si fa street ormai è una moda, e questo ha generato tutta quella serie di “entra nel club” che di fatto hanno ingabbiato i fotografi in una tribù: si inizia a fare street, dopo 6 mesi ci si crede la gran cosa, il mese dopo entri in un collettivo e il mese successivo dai workshops e letture portfolio. Ecco, anche per questo, se non soprattutto per questo, mi dissocio.

L’idea di vera street o no: ne ho fin sopra i capelli, tanto spesso ognuno rimane della sua idea, come “coso” che pretendeva far passare uno scatto di guerra per street, e niente cambia, in meglio per chi entra nella solita vecchia diatriba. Possibile che ogni gruppo ed ogni discussione alla fine, gira che ti rigira, finisca su street o non street? Ma non abbiamo altri argomenti più interessanti da affrontare?

Poi pure l’atteggiamento…si stanno giocando la strada di casa…la street di casa…rivoltante. Oggi l’ignorante va su internet e cosa fa? Scrive.  Scrive di quanto gli facciano schifo quelli che scrivono. Solo perchè lui si limita a scrivere stronzate su un fondo colorato su facebook. Perchè, ovvio, non è capace di scrivere davvero. E dunque attacca. Attacca, e si attacca.

Un atteggiamento più costruttivo e meno da leader delle spiaggie aiuterebbe tutti, ed è per questo che io preferisco il contatto personale, umano e reale a quello tanto celebrato su internet. Dove anche Gigi il Fenomeno diventa appunto un fenomeno…

Nel rutilante mondo di oggi, grazie a questi fenomeni non si combatte una battaglia del diritto a fotografare, sacrosanta in ogni democrazia che si definisce compiuta (lo so che  è solo un’illusione data in pasto alla plebe)  e intanto i fotografi vengono attaccati, verbalmente e fisicamente, un pò ovunque.

Ecco, magari invece che fare guerre per pendejos (andatevi a tradurre il termine spagnolo e non lo prendete nella sua accezione argentina) e invece di domandarvi sempre se una foto è street o meno, perchè non proviamo un pò tutti a combattere i veri nemici?

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