Il contrappunto

Credo di esserlo sempre stato. Per questo proprio non vado giú a chi vuole a tutti i costi essere coro. In musica il contrappunto é:

In musica, arte di combinare con una data melodia (detta canto dato) una o più melodie contemporanee, vocali o strumentali, più o meno autonome (che si dicono anch’esse contrappunti rispetto al canto dato)

Fonte: Treccani

E in letteratura:

Per estens., nel linguaggio della critica letteraria contemporanea, il modo di condurre una narrazione o altra opera letteraria su temi, motivi, o toni a contrasto seppur complementari

Fonte: Treccani

Sto leggendo il libro del ventennale della Mignon e mi rendo conto di quanto siano nel giusto certe mie prese di posizione. Cose di cui certi giovincelli non possono aver sentore né comprensione. Mi sono ritrovato molto nella maggior parte delle cose scritte in questo libro, che peraltro devo terminare di leggere, ma lo faccio con la lentezza di chi si vuole gustare ogni frase, ogni parola di una gran bella opera.  Non vi  nascondo quanto per me sia una sensazione piacevole: ho, ancora una volta, conferma che certi approcci e certe visioni siano comuni in chi proviene da qualcosa di ben piú ampio, che quattro stupidaggini raccolte su internet.

Non é un caso che ho inserito quell’estratto del libro in cui Nico Chiapperini spiega perfettamente il suo legittimo sentirsi fuori posto rispetto all’ondata di street photography in cui lo scherzo fotografico la fa da padrone. Ed é quanto mai attuale come stato d’animo. Nico nel sostenere questa cosa estremamente condivisibile e che fa giustizia di tanta fotografia di strada che lascia il tempo che trova, si schiera con decisione a favore dell’approccio e del corredo culturale che pregna Mignon, forse l’unica vera collettiva Italiana che potremmo esportare con orgoglio.

Chiariamo un pó le cose: c’é stato un tempo neanche troppo lontano, anche se sembran passati secoli per via della velocitá di sviluppo ed evoluzione di internet, in cui trovavi in public, street photographers, il vecchio sito streephers, un forum, quello di photo4u.it e appunto, Mignon. Altri tempi, altra dialettica. Nel frattempo abbiamo assistito al boom della street photography, ma mica so se si sta meglio oggi che ieri. A fronte di maggiori risorse, di un pubblico in crescita e quindi, con un evidente aumento di consapevoli, purtroppo assistiamo anche ad una declassificazione della fotografia in cui tutti la fanno, e dunque certe cose normalissime o anche mediocri passano per capolavori. Ad esempio prima era a tutti chiaro che i giochi coi cartelloni, le sovrapposizioni, i giochetti visuali erano appannaggio di chi iniziava. Giochini, appunto, magari all’inizio anche divertenti, ma di una noia mortale daje e daje. Invece questi non si stancano, e ce li propongono di meriggio e sera, e a volte pure a colazione. E magari li spiattellano anche come l’unico modo di fare street, e quindi eccoli piazzarli anche nei “portfoli”.

… lo scherzo fotografico..parliamo di scherzo fotografico…fai scherzi fotografici? si, ecco, mi vien da ridere… rido, rido, rido una terza volta. Poi mi passa. Lo scherzo é bello quando dura poco… no?

Ma quante volte lo abbiamo detto qui? E quanto é bello trovarlo anche nelle parole di Chiapperini?

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