Il peso specifico di una fotografia

Quante informazioni ci sono in una fotografia? Posso scrivere un saggio sul suo contenuto? Che dico se la metto in relazione con un’altra foto? Soprattutto, direi qualcosa di diverso e stimolante? Perchè si tratta sempre del contenuto. E la differenza è che la fotografia è utile se ha qualcosa di nuovo da dire. Non la solita vecchia storia. Alla fine dei giochi, una fotografia ha senso quando è un documento.

E no, non sempre è un documento. Non è documento una fotografia che rimarca sempre lo stesso concetto. Chiaramente è una provocazione, ma ci sono fotografie che oggi sono vuote proprio per il loro ripetere forzatamente formule e visioni di altri. E non mi riferisco ai cosidetti clichè. Mi riferisco a foto che oltre l’estetica e una buona composizione, mostrano di avere ben poco contenuto. O meglio, possono avere anche contenuto, ma è quello di sempre, quello già visto in migliaia di altre foto. E, dunque, non aggiungono niente di nuovo alla fotografia.

Il mio questionare è anche la fotografia dei single hits.

È qualcosa a cui stavo pensando sulla fotografia in generale e a quello che voglio dalla mia fotografia. Non voglio qualcosa che sia pura estetica, e rispetto a certe fotografie che ho studiato, quelle che vedo ogni giorno e quello che sto facendo. È un processo. È un continuo processo, ma curiosamente mentre osservo alcune foto realizzate 6 o 7 anni fa, riesco ancora a trovare informazioni e qualcosa che riesce a  documentare la condizione umana, senza essere una sterile imitazione di altri modelli.

Penso che la fotografia sia più importante diun pò di ombre, qualche ombrello o di gente che ci passa davanti e noi (io) dobbiamo pretendere di più di queste cose. Quante volte dobbiamo vedere una persona che passa davanti a noi, facendo nulla? Questa è una domanda che sto facendo, soprattutto per me, ma anche guardando molte foto ogni giorno. Faccio sempre meno foto mentre sono in strada.

Non si tratta di fotografare tutto il tempo, né di uscire a fotografare. È (dovrebbe essere) più sulla vita e ciò che è interessante, a volte straordinario, quello che accade davanti ai nostri occhi. E non sono sicuro che tutti noi stiamo pensando in questo modo la maggior parte del tempo.

Il digitale, spesso, può essere davvero una cattiva medicina. Ma non è solo questione di digitale, perché molte volte possiamo vedere foto inutili anche da molti che usano solo pellicola. Il mio interesse principale è la fotografia documentaristica, e tutta questa cosa chiamata fotografia di strada mi annoia davvero, nella maggior parte dei casi. Forse sono sempre stato solo un fotografo documentaristico, e il mio errore è stato utilizzare il termine street photography, così usato ed abusato oggi.

Adesso qualcuno prenderà questo articolo per fare sempre la stessa polemica contro di me, ma non ci bado perchè per me è importante esprimere quello che sento. Trovo la documentazione sociale, quella che viene definita in Inglese Social Documentary, la fotografia che mi stimola di più. Mi sento più coinvolto e spesso i risultati sono più importanti. Questo perchè fondamentalmente ho sempre pensato alla fotografia come qualcosa di più importante dello scatto singolo. Naturalmente questo è il mio punto di vista, e non pretendo che gli altri possano essere d’accordo o anche soltanto sentirsi interessati da questo discorso. Infatti, è un discorso soprattutto personale. Intimo, direi.

Non voglio però neanche essere frainteso. Apprezzo ancora e tantissimo la street photography. Quella buona. E sono in grado di riconoscere il valore di una singola foto. Quello che non mi piace da osservatore, ma soprattutto come fotografo che pretende certe cose da sè stesso, quando non c’è evidentemente capacità di lavorare su progetti.

Per fare un esempio: leggo ancora, nel 2017, di inutili dibattiti su fotografia in posa o no. Questo perchè, nella ortodossia del rispetto di certi codici, questo discorso vale. Però se lo rapporto a quella che è la mia esperienza, mi sembra un’assoluta perdita di tempo e di energie. Penso ai miei lavori, ai miei servizi, quando mi trovo ad un dato evento. Penso ai lavori che mi hanno commissionato. Penso ai miei progetti personali. A quello del barrio, per esempio. Dove quando c’è stata necessità di chiedere il permesso di fotografare una persona l’ho fatto, senza pensarci due volte. Senza, soprattutto, minimamente pensare se stavo tradendo o meno chissà quale codice deontologico del fotografo di strada. E i ritratti in strada ne faccio. Senza preoccuparmi di come sarà incasellata quella foto. Credo che chiunque abbia visto il mio lavoro dedicato ai barrios, possa comprendere, anche con una minima esperienza fotografica, quando una certa immagine sia posata e quando no. Una selezione di quel lavoro la trovate qui:

http://www.alexcoghe.com/barrios/

E di certo non vado mica a farmi bello o nascondere dietro una paraculata, facendo passare per spontaneo ciò che non è. Non mi interessa minimamente. A me interessa la foto e la storia che c’è in una foto. Mi interessa anche altro. Mi interessa che sulla foto io possa scrivere anche una storia e, come ho scritto all’inizio, che sulla stessa possa scriverne un saggio.

Io, credo lo abbiate capito, ad una buona fotografia, preferisco una buona idea. Mi affascina osservare foto che mi sorprendono, dove c’è qualcosa che non avevo visto prima. Mi perdo in reportages fatti nei più diversi angoli del mondo, dove il fotografo mostra di raccontare una storia che mi informa e mi fa conoscere fatti che ignoravo. Amo vedere il mondo con gli occhi di altri. Mi piace riflettere sulla società, sulla sua evoluzione e sulle sue involuzioni attraverso le immagini. Mi piace, anche, che il fotografo pubblichi delle sinossi sul lavoro e che dunque, possa darmi maggiori informazioni rispetto alle immagini. Questo è un approccio che mi piace molto, e che credo faccia la differenza rispetto a certe bambinate che troviamo tutti i giorni su facebook.

Nello stesso tempo, riesco ancora ad apprezzare l’immediatezza delle immagini condivise su instagram, sul quale tra l’altro mi trovo a godere e conoscere di fotografie e fotografi a cui prima non avevo accesso. Perchè prima di ogni cosa, io sono un fanatico della fotografia,e godo quando vedo delle buone immagini.

Mi rendo conto che questo articolo è diventato qualcosa d’altro durante la sua stesura. E che tocca differenti argomenti, alcuni dei quali sarà interessante affrontare ancora in futuro. Per oggi mi fermo qui.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...