Di piú é meno

Quando sono diventato un pro contavo con una Olympus Pen E-P1, la primeva, peraltro con un AF ignobile, con soltanto il pancake 17mm e con una Panasonic Lumix LX3. Niente altro. Niente filtri a impreziosire, nessun flash, nessun-altra lente. Niente di niente eccetto quelle due compatte di cui sopra.

Anche adesso mi faccio forza delle limitazioni, sebbene conti con qualche compatta in piú. Questo per dirvi che non ho mai creduto che l’attrezzatura faccia il fotografo. Mi é capitato e mi capita di vedere ai miei corsi di allievi che hanno fotocamere costosissime a cui aggiungono anche accessori su accessori.  Ognuno, per caritá, coi soldi ci fa quello che vuole, e la mia non vuole essere una critica, per caritá, peró quando sento o leggo di gente dirmi che quest’anno hanno messo i soldi da parte per l’ennesima lente e una nuova fotocamera e che da anni non é che abbiano fatto chissá quale progresso fotografico evidente, allora si, mi viene da pensare.

Anche perché, questioni di opportunismo, io dovrei starmi zitto, dal momento che sono ambassador ancora per un brand di fotocamere, ma anche loro sanno come la penso. Se tutti fossero come me i brands di fotografia farebbero bancarotta, o probabilmente abbasserebbero i prezzi. Eh giá, perché io sono assai parco con queste cose. Non ho mai avuto la foga di acquistare attrezzatura. Casomai di venderla. Ho, in questi anni, posseduto o provato diverse fotocamere che mi hanno permesso di avere un pó di esperienza tecnica delle stesse, ma le fotocamere sono oggetti, e come tali li uso e ne abuso. Non mi ci affeziono. Io mi affeziono alle persone, non alle cose. E in quanto alle fotocamere sta a me fare in modo che facciano quello che io voglio, le uso per produrre il risultato delle mie visioni. Tutto qui.

Il paradosso, nonostante tanti bei paroloni utilizzati sui social, é che la stragrande maggioranza dei fotografi ancora ragiona in termini di quello che deve acquistare e magari ha sempre una lista dei desideri nel taschino. Con loro é impossibile spiegare che conta di piú formarsi un’esperienza di vita tale che ti permetta di realizzare un lavoro degno di tale nome. Peró il fotografo é come uno scrittore, e se uno che pretende di scrivere ha poche esperienze di vita, difficilmente sará un buon scrittore. Coloro che prendono workshops con me rimangono spesso sorpresi perché io di fotocamere non parlo, se lo faccio é perché loro mi hanno chiesto.

A volte qualcuno mi contatta chiedendomi consigli, il che anche é un assurdo. Che ne so io cosa vuoi tu ottenere con la fotografia? A meno che non ti conosco perché siamo amici o hai preso un corso con me, che cosa vuoi ne sappia di cosa potrebbe servirti?  In passato ho fotografato con una fotocamera giocattolo da 3mpx e ci ho fatto pure due libri. Vallo a raccontare a quello che quest’anno ha giá deciso di comprarsi un’altra lente. Tanto non cambierá nulla. Non si diventa fotografi, ovvero narratori visuali, acquistando attrezzatura.

Ora questo testo sará anche banale, ma volevo scriverlo. Perché resta, tristemente e grigia-mente, attuale.

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1 Comment

  1. Ci sono due tipi di clienti nel mondo della fotografia: quelli che non hanno ancora capito e che sono soggetti alla soddisfazione del mercato (il corredo con tutte le focali!). Poi ci sono quelli che hanno capito, e non c’è bisogno di dire altro..

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